Stemmi

Stemmi delle dominazioni in Sicilia:

Casa reale normanna: (banda scaccata di rosso e argento su campo azzurro).

La storia documentata di Montalbano inizia con i Normanni. Il geografo arabo Al-Idrisi descrive Montalbano nel "Libro di Re Ruggero" nel 1154 come un centro già fiorente e sviluppato. Questo significa l'esistenza dell'abitato in epoca precedente, tant'è che Goffredo di Malaterra, cronista al seguito del Gran Conte Ruggero, al momento della conquista (anno 1060) , riferisce che le truppe normanne, conquistata Rometta e poi accampate a Tripi, liberarono Montalbano dagli Arabi (probabilmente con Roberto il Guiscardo!) prima di raggiungere Frazzanò e quindi Troina.

Casa reale Sveva: (Aquila nera in campo argento).

Il rappresentante più famoso è l'imperatore Federico II di Svevia (Hohenstaufen), lo "Stupor mundi". Si ricorda, storicamente, la distruzione di Montalbano del 1233 a seguito di una rivolta guelfa, scoppiata in vari centri della Sicilia, contro le Costituzioni di Melfi promulgate dal sovrano (tra i centri colpiti si annoverano Messina, Nicosia, Capizzi e Montalbano, come riferito dall'Anonimo Vaticano).

Anglona Lancia: (Leone rampante nero in campo oro, bordato di rosso e argento).

Il Conte Bonifacio Anglona, Lancia o Lanza, di origine continentale monferrina, era zio materno di Re Manfredi. Montalbano, facendo parte del demanio regio, gli venne affidato in contea in quanto fratello di Bianca Lancia, ultima moglie di Federico di Svevia. Al 1262 risale la fondazione della torre del Fondaco dell'Argimusco che gli venne attribuita dagli storici.


Casa reale d'Angiò: (Gigli d'argento in campo azzurro sormontati dal lambello rosso).

Con la crudele decapitazione del giovanissimo Corradino di Svevia e la morte sul campo del Re Manfredi (cantato da Dante nella Divina Commedia: "Biondo era, bello e di gentile aspetto...") si chiude il capitolo della dominazione sveva in Sicilia e subentra quella angioina. Di questo periodo si ricorda la data 1270 incisa sull'intonaco della cisterna grande del castello. La "malasignoria" angioina si conclude con la guerra del Vespro, 1282.


Casa reale d'Aragona: (quattro pali rossi e d'oro, con le aquile sveve ai lati in campo argento).

Si tratta dell'emblema più caro per Montalbano, in quanto intende ricordare il rapporto privilegiato di Re Federico d'Aragona, grande Re di Sicilia per 41 anni e strenuo difensore dell'indipendenza del Regno, che si stabiliva insieme alla sua corte ed al suo medico, Arnaldo da Villanova, a Montalbano trasformando il castello da fortezza in palazzo reale.


Alagona: (sei torte nere in campo oro).

Dopo la morte di Re Pietro, figlio del grande Federico, durante il periodo della peste nel 1348, è conte di Montalbano il capo della parzialità catalana, Blasco Alagona, signore di Catania, balio del regno e tutore del piccolo Ludovico.


Stemmi delle casate montalbanesi:

Arlotta: (tre uncini d'oro in campo azzurro).

Famoso l'avvenimento del 1356, descritto da Fra' Michele da Piazza, circa la destituzione di Johannes de Arlocto da capitano della roccaforte di Montalbano con un altro di fiducia di Blasco Alagona, che fu seguita dalla sua rocambolesca e sanguinosa liberazione a circa tre miglia dall'abitato, mentre veniva tradotto a Catania e dal suo ritorno in paese, concluso con la cacciata dal castello del nuovo capitano. Il cognome Arlotta, molto antico, è ancora oggi presente a Montalbano.


Romano: (colonna d'argento coronata d'oro in campo rosso, in un mare di azzurro e due giunchi di verde- il motto è Flectimur non frangimur undis , cioè "mi piego ma non mi spezzo").

Nel 1396 la contea di Montalbano viene trasferita con diploma di Re Martino a Tommaso Romano, barone di Cesarò. Da allora in poi la "Terra" di Montalbano sarà trasmessa per eredità diretta e legittima successione. I Romano saranno signori di Montalbano fino alla fine del 1500.



Bonanno: (gatto nero passante in campo oro - il motto è Neque sol per diem, neque luna per noctem, cioè "nè il sole per il giorno, nè la luna per la notte").

Con il matrimonio con Antonia Romano, ultima discendente della famiglia, Filippo Bonanno, signore di Canicattì, acquisisce la contea di Montalbano. Il figlio Giacomo Bonanno studioso e appassionato di arte e archeologia, nel 1623 ottiene da Re Filippo IV la elevazione della contea in ducato. Questo stemma si trova raffigurato anche in una campana del cimitero.



Mastropaolo: (aquila d'oro in campo azzurro mirante un sole d'oro).

Furono amministratori del ducato negli anni a cavallo tra '700 e '800. Il fratello di Placido Mastropaolo, Francesco Antonio, nato a Montalbano, proprio nella casa vicino alla chiesa della Matrice, diventa ministro di stato durante la monarchia borbonica.



Stemmi degli ordini cavallereschi:


Cavalieri Templari: (croce rossa in campo bianco con parte inferiore dello scudo nero)


Cavalieri Teutonici: (croce nera patente in campo bianco) Provenienti dalla Germania.

Cavalieri dell'ospedale di San Giovanni o Ospitalieri: (Croce bianca a punte ottagonali in campo rosso)

Ordine dei cavalieri di Malta: (croce bianca uncinata in campo rosso)


Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme: (croce potenziata ovvero croce tagliata alle estremità con quattro crocette negli spazi delle braccia di colore oro)

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